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Produttori di vino dal 1890
nelle colline di Castilenti.

Naturalezza e passione immutata.
Una realtà con spirito nobile e tecnologico.

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Il Blog di San Lorenzo Vini

Chioma di Berenice, lo Chardonnay da Commedia Noir

  Martedì, 01 Marzo 2016. Post in Il Blog di San Lorenzo Vini

Il regista danese Ole Bornedal ha scelto lo Chardonnay Chioma di Berenice come protagonista di alcune scene di “the Killers from Nibe”, le cui riprese sono iniziate il 29 febbraio

L'Azienda Agricola San Lorenzo approda al cinema internazionale. Sono iniziate infatti lunedì 29 febbraio 2016 le riprese del film "DRÆBERNE FRA NIBE" (The Killers from Nibe), del regista danese Ole Bornedal, che ha scelto in scena per i suoi protagonisti lo Chardonnay Chioma di Berenice di San Lorenzo Vini.

Il film racconta la storia di due uomini, due artigiani che, stanchi della routine quotidiana fatta di abitudine e matrimoni senza amore, in una sera densa di alcool decidono di adescare un sicario russo per liberarsi delle rispettive consorti, incassare il premio assicurativo e quindi dedicarsi alla “bella vita”. La questione diventa però ben più complessa, poiché le donne sconvolgono i ruoli e portando i carnefici ad essere vittime prescelte proprio in cima alla lista.

Ole Bornedal ha diretto film come Il Guardiano della Notte che nel 1994 partecipò al Festival di Cannes, vincitore del premio Pegaso al Festival del Cinema Fantastico di Bruxelles; nel 2002 I am Dina ha vinto il People's Choice Award al Montreal World Film Festival.

 

Il regista ha dichiarato che da tempo aveva in mente una commedia che avesse toni noir e che, trasversalmente, parlasse anche di sesso e violenza. Il film sarà distribuito nelle sale da Nordisk Film dal prossimo 25 Dicembre 2016.

La scelta di una cantina abruzzese per le scene film sottolinea l’eccellenza del prodotto vitivinicolo che diventa cartolina del territorio regionale nel mondo. L’azienda agricola San Lorenzo Vini, da sempre protagonista nel panorama enologico internazionale, non può che ritenersi lusingata per la scelta del regista e per la possibilità di rendere i suoi vini parte integrante del film.

Olio Monocultivar di Itrana, le Gocce di San Lorenzo

  Giovedì, 11 Febbraio 2016. Post in Il Blog di San Lorenzo Vini

Citato già da Virgilio nell'Eneide, la cultivar di Itrana è un'eccellenza sulla quale l'Azienda Agricola San Lorenzo ha scelto di puntare molti anni fa. Olio dal sapore delicato ed intenso, sposa al meglio i piatti più genuini della cucina tradizionale.

Sono trascorsi più di 15 anni da quando si decise di rinfoltire l'uliveto dell'azienda agricola San Lorenzo con piante di Ulivo Itrana. Questa decisione per i tempi “azzardata”, era frutto della visione delle famiglie Barbone e Galasso, che coadiuvate dall'aiuto sapiente del loro agronomo,  decisero di sperimentare questa cultivar sulle colline abruzzesi. 

Con la generosa estate 2015, che ha regalato alle vigne e agli ulivi condizioni climatiche eccellenti,  si è giunti, finalmente, ad una produzione di olio extravergine di oliva Monocultivar di Itrana, che è attualmente disponibile nei nostri punti vendita e sullo shopping on-line in bottiglie da 0,5 lt “Gocce di Stelle, Olio Extravergine di Oliva Monocultivar Itrana”.

L'olio di Itrana all'olfatto si distingue immediatamente per il profumo dell'oliva verde e riscaldandolo col palmo della mano, si avverte il pomodoro come frutto e come foglia, l'erbaceo e il carciofo. Al gusto è viscoso, poco piccante e leggermente amaro con un retrogusto di carciofo e tantino di mandorla. Olio equilibrato, delicato, piacevole, fruttato quasi intenso. È particolarmente adatto ad essere gustato su pietanze dai sapori delicati, in particolar modo su pesce, crostacei, verdure e formaggi freschissimi.

Citato già da Virgilio nell'Eneide, la cultivar di Itrana è un pilastro della più antica tradizione gastronomica del centro Italia, che l'Azienda San Lorenzo ha selezionato per i suoi palati migliori.

“ZEROSOLFITI” SAN LORENZO, IL SAPORE DEL VINO AUTENTICO

  Mercoledì, 03 Febbraio 2016. Post in Il Blog di San Lorenzo Vini

Fare vino, e produrlo con standard qualitativi elevati, è un lavoro difficile che richiede una lunga e meticolosa attività che va dalla vigna ed arriva in cantina. Per questo, sebbene siano in molti ad improvvisarsi viticoltori, sono poche le aziende che riescono a garantire produzioni in grado di mantenere le promesse delle etichette. San Lorenzo Vini rientra tra queste e all'interno della sua vasta gamma di prodotti, vanta anche la linea “Zerosolfiti” per due vitigni autoctoni Trebbiano e Montepulciano. Cerchiamo allora di capire qualcosa in più di questo vasto settore, chiediamo a Gianfranco Barbone (socio fondatore ed agronomo per San Lorenzo Vini).

Cosa sono i solfiti? A cosa servono nel vino?

I solfiti sono sostanze contenti Zolfo che servono da antiossidante al vino ed hanno inoltre funzione antimicrobica. Nel vino prevengono l'ossidazione, quindi l'alterazione dello stesso e ne preservano le proprietà organolettiche. Bisogna considerare che naturalmente in fase di fermentazione il vino produce solfiti, quindi un minimo quantitativo ne è sempre contenuto anche in quei vini che si dichiarano “Senza Solfiti”.

Perchè parlate allora di vino Zerosolfiti?E come si produce?

San Lorenzo Vini mantiene già abitualmente un valore di solfiti molto basso in tutti i suoi prodotti, ma l'assenza di aggiunte artificiali di tali sostanze ci permette di denominare a tutti gli effetti come Zerosolfiti due vitigni tipicamente abruzzesi, uno rosso: il Montepulciano d'Abruzzo e uno bianco: il Trebbiano. Non è mai semplice raggiungere tale obiettivo, perchè per questo genere di produzione devono essere selezionati a mano solo i grappoli migliori, quelli che non hanno nessuna imperfezione e questi risultati sono ottenibili con un attento lavoro in vigna ed numerosi ingressi durante i mesi estivi. Solo a seguito di un'attenta cernita si procede con la vinificazione e si cerca sempre di mantenere inalterato il normale ciclo vitale dell'uva, degli acini e la conseguente naturale fermentazione.

Come si riconosce un vino veramente “senza solfiti”? Qual è il modo migliore per berlo?

È facile notare la differenza con gli altri vini, i prodotti di questo tipo mantengono profumi e colori intensi, che si distinguono nettamente poichè conservano il gusto e gli aromi autentici del vino della nostra tradizione.

Come azienda ci sentiamo di dover dare alcuni utili consigli per gustare al meglio questo tipo di bottiglia. Anzitutto considerare di stappare e consumare il vino in una unica occasione, in particolar modo il Trebbiano che andrebbe servito a 4-5° C e bevuto in un arco temporale di 2-3 ore al massimo. Una volta stappato, attendere qualche minuto prima di servirlo nei bicchieri da vino. Inoltre, raccomandiamo di cercare di lasciar riposare in verticale la bottiglia prima del consumo, per permettere ai residui (sali minerali) di raggiungere il fondo, prestando attenzione a non scolare o mettere in circolo le particelle durante la mescita.

Vini dai sapori così genuini, accompagnano bene pasti importanti nella più tradizionale delle maniere, carni rosse e pietanze ricche per il Montepulciano e, pesce carni bianche e formaggio per il Trebbiano.

 

L'approssimarsi delle festività natalizie, con i momenti di convivialità a tavola, offriranno tante occasioni per brindare, consigliamo allora di farlo con vini abruzzesi di eccellenza e San Lorenzo sa come arricchire le vostre tavole con gusto e qualità.

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